Questa domenica la liturgia invita alla gioia, in ogni preghiera e lettura.
Visivamente lo fa anche con il colore dei parametri che assume una texture rosacea.
In questo contesto, il Vangelo ripropone il dialogo a distanza tra Giovanni Battista e Gesù, quando il precursore manda a dire al Signore: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?“. Gesù risponde: “Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo“.
Gesù non argomenta con discorsi filosofici o teologici, ma invita semplicemente ad osservare quello che fa; le sue opere sono le stesse descritte dai profeti; segni concreti dell’amore di Dio per ogni uomo.
Molti, tra cui il Battista, aspettano un Messia “potente” e “imponente”, ma Gesù arriva con dolcezza e tenerezza, guarendo e liberando.
La gioia, sembra suggerirci il racconto del Vangelo, nasce dal sentirsi amati, soprattutto da Dio.
Con questa narrazione nel cuore, siamo invitati a farci facilitatori di gioia, facendoci strumento dell’amore di Dio.
Commento all’omelia della III Domenica d’Avvento dal parroco, don Michele Fontana.

